La risposta della natura al trattamento della pelle grassa. La pelle grassa è sensibile e delicata, predisposta alla formazione di brufoli e di zone infiammate.

Appare spessa e translucida, talora presenta comedoni aperti o chiusi e iperplasia delle ghiandole sebacee, sotto forma di papule giallastre soprattutto nelle zone del volto più coinvolte, come la fronte e il naso (la cosiddetta zona T) oppure gli zigomi e il mento. Il sebo è una miscela di sostanze grasse costituita principalmente da trigliceri di. Ad esso si uniscono sull’epidermide frammenti di cellule cornee, acqua e microrganismi produttori di lipasi che idrolizzano i trigliceridi producendo acidi grassi liberi; per questo l’aspetto della cute può essere opaco e la carnagione spenta o grigiastra (pelle asfittica). Spesso si osserva la prevalenza della componente cerosa su quella oleosa e la presenza di punti neri, che sono pori dilatati in cui si è depositato un tappo di sebo, talvolta con esito infiammatorio e formazioni acneiche. Questa manifestazione definita acne fisiologica, non è di tipo patologico come lo è, invece, l’acne essenziale caratterizzata da alterazioni di tipo ormonale. È stato dimostrato che la produzione di sebo è un processo continuo, non influenzato dalla quantità di esso già prodotta e depositata sull’epidermide, anche se, in caso di pelle particolarmente idratata, si può avere una diminuzione della sua secrezione. Ricordiamo, infine, che il sole, i cosmetici a base alcolica, una dieta povera di vitamine e ricca di grassi animali peggiorano la situazione: il vantaggio principale è che la pelle grassa invecchia più lentamente di quella secca.

Formulazione cosmetica
Le strategie di marketing prevedono la realizzazione di linee cosmetiche con un minimo di due referenze: prodotto detergente e di trattamento, fino a serie molto articolate nell’area del make-up. Quindi, gel detergenti più che saponi solidi, scrub o gommage, ad azione più delicata dei precedenti, sieri leviganti, emulsioni antilucido e, ancora, maschere purificanti a base di argilla. In risposta alle esigenze del consumatore, la grande maggioranza dei trattamenti è basata su formulazioni in gel a base acquosa o idroalcolica. Il cosmetico trasparente o translucido, talvolta, allontana il consumatore per l’ipotesi sulla possibile presenza di ingredienti “grassi”, pertanto si formulano in alternativa emulsioni del tipo olio in acqua a fase grassa ridotta, senza ingredienti occlusivi o potenzialmente comedogenici. Trovano spazio anche le lozioni, in forma di soluzioni acquose o idroalcoliche, eventualmente gelificate, da usare come tonici astringenti e rinfrescanti prima del trattamento specifico in quanto suggeriscono un’immagine di purezza e, quindi, di effetti purificanti. Discorso a parte per i prodotti di emergenza, da usare localmente sulla zona arrossata per mascherarne l’evidenza. In questi casi si tratta di gel o emulsioni a elevato contenuto di opacizzanti, talvolta addizionati di pigmenti colorati come gli ossidi di ferro, da usare come correttori per confondersi con la pelle.
Quali principi attivi?
L’obiettivo principale dei trattamenti cosmetici consiste nella normalizzazione dell’attività sebacea, senza tuttavia dimenticare che, trattandosi di pelle predisposta all’irritazione, si devono abbinare ingredienti con attività decongestionante, lenitiva e addolcente. Nel campo degli estratti vegetali, diversi sono quelli caratterizzati da effetti sebo-normalizzanti, antisettici e purificanti. Come sebo-normalizzanti risultano utili alcuni oli vegetali come l’olio di passiflora (INCI Passiflora edulis oil) molto ricco in acido linoleico, stabile e dal tocco asciutto. Può essere utile l’impiego di alfa (A. H. A.) e beta idrossiacidi (B.H. A. come l’acido salicilico) dalla funzione levigante. Hanno lo scopo, cioè, di ottenere una superficie cutanea liscia diminuendo la ruvidezza o le irregolarità cutanee, ovvero facilitano l’esfoliazione superficiale dello strato corneo che, generalmente, nella pelle grassa, risulta di spessore superiore alla norma. Per tale motivo sono spesso impiegati estratti di agrumi come limone e pompelmo, per il loro contenuto in acido citrico o altri acidi ricavati dalla frutta (acido tartarico, malico, glicolico, lattico ecc.). Anche l’estratto di aloe contiene una discreta quantità di acido salicilico e offre il vantaggio di apportare una frazione enzimatica, utile per favorire il ricambio cellulare e l’eliminazione delle cellule morte, e una frazione polisaccaridica, costituita principalmente da acemannano, che favorisce la coesione delle cellule epidermiche. Le sostanze opacizzanti contribuiscono poi a diminuire l’oleosità cutanea favorendo l’eventuale applicazione di prodotti da trucco. Tra queste abbiamo il caolino, gli amidi, il talco e l’ossido di zinco; quest’ultimo, tra l’altro, coadiuva l’azione disarrossante e lenitiva. Ricordiamo che gli ingredienti con effetti lenitivi sono sempre usati in combinazione ai precedenti per limitare gli arrossamenti locali e favorire l’equilibrio cutaneo; i più diffusi sono aloe, bisabololo, allantoina e acido 18-beta-glicirretico. Per potenziare, infine, l’azione antibatterica, nelle formulazioni si inseriscono i conservanti elencati nell’Allegato V della legge sui cosmetici (es. triclosan, clorexidina, fenossietanolo). Il tea tree oil (INCI Melaleuca alternifolia oil) è un olio essenziale noto per la sua potente azione contro un ampio spettro di batteri. Il nome della pianta deriva dal greco mèlas (nero) e leukòs (bianco) e mette in evidenza la differenza tra le caratteristiche del tronco, che ha un colore molto scuro, e dei giovani rami, che hanno invece un aspetto quasi bianco. È un antico rimedio utilizzato dagli aborigeni australiani e fu il capitano James Cook, durante l’esplorazione dei Paesi dell’emisfero sud, che per primo riferì le straordinarie proprietà terapeutiche dell’albero del tè per risolvere le infezioni delle piaghe e delle ferite.
Composizione dell’essenza e meccanismo d’azione
Per distillazione delle foglie di Melaleuca alternifolia, si ottiene l’olio essenziale di colore giallo pallido tendente al verde, talvolta incolore, dal caratteristico odore pungente di eucalipto, di canfora e di noce moscata. Il tea tree oil è un’essenza dalla profumazione molto particolare, fresca, speziata, lievemente canforata, anche se non a tutti gradita. Per questo motivo viene usato poco nella diffusione ambientale, laddove si rivelerebbe, invece, molto utile per migliorare la qualità dell’aria riducendo la carica microbica. È un efficace antimicrobico-antinfiammatorio, ormai diffusamente utilizzato come antibiotico naturale a sostegno della fitoterapia di molte patologie infettive. Ha una costante attività antimicrobica e una grande maneggevolezza terapeutica; è caratterizzato, infatti, da un alto contenuto di 4-terpinenol (superiore al 30%) e da un basso contenuto di cineol (inferiore al 15%). È un antisettico così potente da essere considerato in dermatologia una valida alternativa al benzoil perossido per il trattamento dell’acne. Recenti studi di laboratorio e studi clinici confermano l’attività antimicrobica di tea tree oil ricchi di 4-terpinenol verso Saccharomyces cerevisiae, Propionibacterium acnes, Pseudomonas aeruginosa, Staphylococcus aureus e Streptococcus pyrogens. Si ritiene che la componente terpenica dell’olio possa inserirsi nel doppio strato lipidico causando variazioni strutturali della membrana plasmatica batterica. È stato dimostrato, infatti, che l’1,8-cineolo, il terpinen-4-olo e l’a-terpineolo possono compromettere la sua funzionalità oltre a inibire la respirazione, predisponendo il batterio alla lisi. E non solo, è stato dimostrato che il tea tree oil è efficace anche contro ceppi batterici resistenti agli antibiotici; è molto improbabile, infatti, che i batteri sviluppino resistenza a un olio essenziale così complesso. Effetti indesiderati e tossicità Sono stati descritti casi di dermatite da contatto benché non siano state registrate reazioni anafilattiche serie. Tuttavia, alcuni di essi non si riferiscono al tea tree oil, bensì alle specie chimiche correlate e tra le sostanze che potenzialmente potrebbero essere responsabili delle suddette reazioni allergiche, abbiamo: 1’1,8-cineolo, il limonene, l’aromadendrene, il terpinen-4-olo, il p-cimene, l’a-terpinene, l’a-pinene e il terpinolene. Il tea tree oil contiene, difatti, sostanze chimicamente sensibili che si possono ossidare a contatto con l’aria, e a temperatura ambiente, soprattutto se esposte alla luce, producendo composti che possono causare locali irritazioni della pelle e allergie da contatto. È molto probabile, infatti, che i prodotti di ossidazione siano più allergizzanti dei prodotti di partenza, ovvero dell’olio essenziale in se stesso. In altre parole, l’ossidazione riduce di molto la concentrazione di 4-terpinenol nell’olio e aumenta la concentrazione di sostanze potenzialmente irritanti per la pelle, come ad esempio p-cymol, ascaridol e 1,2,4trihydroxymenthane.
Per l’evidenza di effetti sensibilizzanti di alcuni suoi componenti ossidati, il COLIPA (Comitée de Liaison des Associations Européennes de l’Industrie de la Parfumerie, des Produits Cosmétiques et de Toilette) raccomanda una percentuale massima di impiego dell’1% e l’attuazione di strategie combinate contro l’ossidazione (introduzione di idonei ingredienti antiossidanti nelle formulazioni e adeguato packaging del prodotto). Per ridurre al minimo tali rischi, anche il German Federal Institute of Risk Assessment raccomanda una concentrazione massima nei prodotti cosmetici pari all’1%; in molti casi però un basso contenuto di olio essenziale rende impossibile ottenere l’effetto desiderato. Sono stati riportati alcuni casi di ginecomastia prepubere reversibile legata all’uso continuato dell’olio essenziale, risolti completamente dopo totale sospensione del prodotto. L’ingestione accidentale provoca caratteristici segni tossici che includono atassia, sonnolenza, confusione e difficoltà nel camminare; infatti, 10 ml di olio puro possono essere letali.
Applicazioni cosmetiche
Per il trattamento topico dell’acne lieve e moderata e le infezioni della pelle, l’olio di melaleuca è disponibile come idrogel al 5% o come olio puro. I preparati contenenti tea tree oil consentono poi svariati utilizzi per la conservazione dei cosmetici e dei prodotti per la cura personale. Presentano tuttavia alcuni inconvenienti, infatti, essendo un olio essenziale molto volatile, non appena si apre il contenitore, una notevole quantità evapora con conseguente perdita di efficacia. Una possibile soluzione al problema suddetto è l’inclusione molecolare in ciclodestrine [INCI Cyclodextrin/Tea Tree Oil (Melaleuca alternifolia)], un metodo che si è rivelato efficace per i profumi, nonché per altre sostanze lipofile. Le ciclodestrine sono prodotti di degradazione dell’amido e non hanno effetti avversi sulla salute. In base al numero di unità di glucosio e alle dimensioni dell’anello, si distinguono in alfa, beta e gamma-ciclodestrina, rispettivamente con 6, 7 e 8 molecole di glucosio. Le molecole di zucchero sono disposte in modo da formare una cavità lipofila al loro interno, capace di ricevere una molecola lipofila della giusta forma e dimensione. La coesione tra le due molecole è relativamente debole (forze di van der Waals), in modo che la molecola ospite possa essere liberata in condizioni adeguate. Si può immaginare una ciclodestrina come un piccolo contenitore in cui è custodita e protetta una molecola dagli effetti di ossigeno, luce e calore. Fino al momento in cui la molecola dell’olio essenziale è racchiusa all’interno, rimane perfettamente protetta, non
può né evaporare né essere chimicamente modificata. Nelle condizioni adatte, il contenitore si apre e la molecola si libera completamente immutata e fresca come quando è stata immagazzinata. L’umidità e la temperatura corporea sono sufficienti per liberare l’olio essenziale, che viene a contatto con la pelle nella sua forma integra, senza prodotti di degradazione e di ossidazione, responsabili dei fenomeni di irritazione e sensibilizzazione suddetti.
La consistenza è un ulteriore pregio dei composti di inclusione: sono incolori, inodori e si presentano come polveri leggere facili da gestire, immagazzinare e processare. Questo consente di usufruire dell’intero spettro di attività del tea tree oil per i prodotti cosmetici senza il rischio di effetti indesiderati, perdita di efficacia o odore invadente dell’olio essenziale liberato. A titolo esemplificativo, la ß-ciclodestrina svolge un ruolo fondamentale nella protezione contro l’aria, la luce UV e le temperature moderate: la cavità ha esattamente la dimensione giusta per l’inclusione dei componenti del tea tree oil. La capacità di racchiudere altre sostanze in modo reversibile rende preziose le ciclodestrine, non solo per la formulazione di cosmetici, ma anche per l’industria farmaceutica, tessile, alimentare.

Bibliografia
@ D’Agostinis G, Manuale del cosmetologo, ed.Tecniche Nuove, 385, 392-395, 454-455, 2007.
@ Circolare del Ministero della Sanità dell’11.09.1980, Sulle diciture permesse nei cosmetici.
@ Camporese A, Salute e benessere con gli oli essenziali,105, ed. Tecniche Nuove, 2003.
@ Wacher Chemie Italia, Tea tree oil incapsulato,Cosmetic Technology, 4/2009, 59-60, ed. CEC.
@ Capasso F, Grandolini G, Izzo AA, Fitoterapia-Impiego razionale delle droghe vegetali, 834-39, ed. Springer, 2006.
@ SCCP (Scientific Committee on Consumer Products) 1155/2008, Opinion on tea tree oil.
@ Allegato V, sezione prima, parte prima della legge n. 713 dell’11.10.1986.
@ www.farmacovigilanza.it/fitocosmesi vedi Derek V. Henley, Ph.D., Natasha Lipson, M.D., Kenneth S. Korach, Ph.D., and Clifford A. Bloch, M.D. N Engl J Med; 356:479-85, Ginecomastia prepubere legata a lavanda e oli dell’albero del tè, 2007.

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