La crema giusta a ogni età per risolvere necessità specifiche. Nella scelta della crema è bene tenere conto non solo dell’attività antiaging che dovrà svolgere il prodotto, ma anche del tipo di pelle sul quale verrà applicato. L’invecchiamento è un fenomeno naturale che il nostro organismo affronta nel corso della vita. I primi segni di questo processo, che iniziano a comparire verso i 25-30 anni sulla pelle, fanno di questo organo uno degli indicatori più sensibili. Il rallentamento del rinnovamento cellulare (turnover epidermico), la ridotta secrezione sebacea, la diminuzione della produzione delle strutture di sostegno e la riduzione della capacità di eliminazione delle sostanze chimiche da parte del derma sono solo alcune delle modificazioni istologiche e fisiologiche osservabili a livello della cute.

Tutto questo si concretizza principalmente nella comparsa delle rughe e nella perdita del tono dei tessuti. Il fenomeno naturale dell’invecchiamento può essere intensificato da diversi fattori, quali agenti fisici e ambientali (radiazioni solari, inquinamento, freddo), abitudini di vita (diete non equilibrate, stress, fumo...), ma anche patologie (insufficienza renale, diabete) o squilibri ormonali. In generale si riconoscono principalmente 2 tipi di invecchiamento: cronologico e fotoindotto. Il processo di invecchiamento è accompagnato da significative modificazioni anatomo-funzionali a livello della pelle che diventa progressivamente più sottile, meno elastica e inizia a lasciar trasparire alcune rughe. Queste ultime sono la conseguenza di una dermocontrazione (la ripetizione continua delle contrazioni nel tempo fa sì che la pelle si decontragga sempre meno), ma sono anche il risultato dell’atrofia della cute e della degradazione delle fibre elastiche. Con il passare degli anni la tramatura cutanea subisce modificazioni e le linee di depressione diventano meno frequenti, ma risultano più profonde.

Sostanze funzionali antiage
Considerando la complessità e la molteplicità delle cause che determinano l’invecchiamento cutaneo, gli obiettivi del consiglio cosmetologico sono molteplici:
ristabilire il giusto tenore d’acqua e lipidi;
frenare l’azione dei radicali liberi con antiossidanti;
inibire l’azione degli enzimi che degradano le fibre del derma;
mantenere alto il turn-over cellulare;
stimolare la produzione di collagene ed elastina da parte dei fibroblasti;
stimolare la microcircolazione cutanea.

La ricerca cosmetica ha cercato di rallentare gli effetti del tempo, reintegrando, almeno provvisoriamente, la carenza delle principali sostanze necessarie all’organismo, attraverso l’associazione sinergica di trattamenti topici e di specifici integratori alimentari che consentano di far fronte alla scarsità degli oligoelementi fondamentali, per esempio mediante l’apporto di sostanze antiossidanti in grado di limitare i danni causati dai radicali liberi.
L’attività idratante dei cosmetici antiage si esplica in diversi modi:
attraverso l’imbibizione dello strato corneo con sostanze umettanti (glicerolo) o idratanti (vitamina F, una miscela di acidi grassi essenziali; mucillaggini estratte da aloe o malva, gomme vegetali o proteine estratte da mais, avena, soia);
tramite la riduzione della Trans Epidermal Water Loss (TEWL) per rafforzamento della barriera di superficie mediante biopolimeri igroscopici (acido ialuronico) o per aumento della coesione cellulare dello strato corneo (ceramidi e oli vegetali);
attraverso la protezione e stimolazione delle macrostrutture idratanti del derma mediante integrazione dietetica con acidi grassi poliinsaturi (acidi alfa e gamma-linoleici presenti in abbondanza nell’olio di semi di lino).
Un ruolo importante è svolto dalle sostanze che aumentano il firming cutaneo (azione superficiale di aumento del tono e della sodezza cutanea), tra cui troviamo numerosi estratti vegetali in grado di aumentare la biosintesi del collagene (Centella asiatica) o di stimolare l’attività metabolica dei fibroblasti (Echinacea).
L’uso di derivati vegetali (olivo, avocado, soia, germe di grano, karitè, alghe) si è dimostrato in grado di inviare messaggi ai fibroblasti dermici, stimolandoli a produrre collagene, elastina e acido ialuronico. In tal modo viene rinnovata più facilmente la matrice extracellulare del connettivo con evidenti risultati. Notevole successo è stato riscosso dai radical scavangers: si tratta di sostanze ad attività antiradicalica, generalmente di origine naturale come i flavonoidi del ginkgo biloba, i polifenoli dell’amamelide e molti altri. Gli antiossidanti più importanti restano comunque le vitamine, che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare direttamente ma deve assumere con la dieta come tali o sotto forma di precursori (provitamine). Esistono due classi di vitamine: quelle liposolubili (A, E) e quelle idrosolubili (C, B5). Il grande successo riscosso dalle vitamine in ambito cosmetico deriva principalmente dal fatto che presentano un’efficacia spesso riscontrabile a breve termine. Sono inoltre sicure dal punto di vista tossicologico e particolarmente gradite al consumatore.
Il retinolo (vitamina A) è considerato la vitamina antiage per eccellenza: essa stimola la sintesi dei recettori per il fattore di crescita epidermico (EGF), induce la differenziazione cellulare a livello cutaneo e inibisce l’attività della collagenasi; inoltre, aumentando lo spessore della cute, diminuisce le rughe sottili e aumenta l’elasticità della pelle. È importante ricordare che il retinolo può dare problemi di irritazione in presenza della luce solare.
Il tocoferolo (vitamina E) agisce stabilizzando le membrane mitocondriali ed esercitando un’azione antiossidante sui lipidi; presenta inoltre un’attività lenitiva ed emolliente che la rende particolarmente indicata durante l’esposizione solare.
L’acido ascorbico (vitamina C), utilizzato in diversi prodotti cosmetici, rende la pelle particolarmente luminosa grazie all’elevata idrofilia e alla capacità di coordinare l’acqua; inoltre presenta proprietà antiossidanti, interviene nella formazione del collagene e svolge un’azione antimelanogenica, in quanto riduce la formazione di nuova melanina attraverso l’inibizione dell’attività della tirosinasi.La vitamina B5 presenta attività idratante e riepitelizzante; in ambito cosmetico si utilizza l’acido pantotenico, una provitamina che è convertita in vitamina sulla pelle. Tra i trattamenti antiage rivestono una particolare importanza le sostanze ad azione cheratolitica, che rimuovono gli strati cutanei superficiali stimolando il rinnovamento della pelle. A questa categoria appartengono gli alfa-idrossiacidi presenti in natura nella frutta (acido glicolico abbondante nella canna da zucchero, acido citrico presente negli agrumi, acido malico riscontato nelle mele). Sono sostanze che, a determinate concentrazioni e pH, alterano i desmosomi (giunzioni tra i cheratinociti) generando un’esfoliazione cutanea e liberando gli strati inferiori meno opachi. Per questo la pelle appare lucida e tesa già dopo le prime applicazioni. Inoltre presentano attività schiarente e, a basse concentrazioni, sono idratanti.

Le ipercromie e le discromie cutanee rappresentano uno dei principali problemi legati al fotoinvecchiamento.
Le strategie depigmentanti si basano anch’esse sulla prevenzione (attraverso l’utilizzo di sostanze schermanti le radiazioni solari), sull’impiego di sostanze che favoriscono la desquamazione cutanea asportando i pigmenti in superficie e sull’uso di prodotti che inibiscono la melanogenesi agendo sulla tirosinasi (l’enzima che presiede alla sintesi della melanina) tra cui l’arbutina (estratta dall’uva ursina) e l’acido azelaico (prodotto da un lievito). Un’altra tendenza è la messa a punto di prodotti antiage sempre più specifici per il trattamento di alcune zone del corpo: il trattamento lifting del contorno labbra, per esempio, previene e attenua le micro-rughe che compaiono intorno alle labbra e che sono rese più evidenti dalla disidratazione.
Anche nel campo del contorno occhi ci sono formulazioni sempre più efficaci: è proprio in questa zona che si assiste alla comparsa delle prime rughe, in quanto la cute risulta molto sottile e delicata, oltre ad essere sottoposta continuamente ai movimenti dell’espressione del volto, senza dimenticare che una perioculare richiede l’utilizzo di sostanze particolarmente selezionate per la loro sicurezza. Il trattamento del contorno occhi prevede l’impiego di numerose sostanze ad attività idratante, elasticizzante, nutriente, emolliente, lenitiva e protettiva del microcircolo.

Sostanze antiage tecnologicamente avanzate sono:l’argirelina anche nota come acetil esapeptide 3. Penetrando nel derma, distende le rughe di espressione inibendo l’eccessiva contrattilità dei fibroblasti, con effetto analogo alla tossina botulinica sui muscoli;   la genisteina. Estratta dalla liquirizia, stimola la produzione naturale di acido ialuronico;l’adenosina. Decontrae i fibroblasti stimolando la sintesi di AMP ciclico. Sembra quindi avere un ruolo importante nel trattamento del cosiddetto mio-invecchiamento, causato in particolare dai fibroblasti e dai miofibroblasti (cellule con capacità contrattile solo recentemente individuate in alcune aree del derma a stretto contatto con alcuni muscoli mimici del viso).

Nel consiglio dermocosmetologico è importante ricordare la prevenzione: una corretta igiene di vita e un utilizzo precoce, già a 25/30 anni, di prodotti cosmetici ad azione idratante, dermocontraente, emolliente, filtrante UVA, antiossidante e antiradicali liberi, oltre a una buona igiene cutanea, rallentano efficacemente il processo d’invecchiamento.

Gli eccipienti
L’eccipiente è la base del cosmetico e svolge un ruolo primario: rende la crema ricca o leggera, ne facilita l’assorbimento o lo contrasta e conferisce consistenza al prodotto. Su un’offerta di oltre 6mila materie prime disponibili, gli eccipienti più impiegati nelle creme antiaging sono i moltissimi oli minerali o di origine vegetale, le vaseline e i derivati, le cere come la paraffina e gli oli siliconici. Sono sostanze emulsionate con l’acqua a formare piccole goccioline di grasso e acqua, nelle quali sono dispersi i principi attivi. Nella scelta della crema è bene tenere conto non solo dell’attività antiaging che dovrà svolgere il prodotto, ma anche del tipo di pelle sul quale verrà applicato: pelle grassa, normale, secca o già senescente. Gli eccipienti, infatti, possono contribuire a idratare una pelle secca, ma anche peggiorare lo stato di una pelle grassa, se scelti in modo errato. Per la pelle secca sono più indicati le emulsioni A/O (acqua in olio) perché più consistenti, contenenti trigliceridi saturi, glicerina, oli vegetali e glicole propilenico. Per la pelle grassa la scelta deve essere ancora più attenta: sono da evitare alcuni eccipienti che favoriscono la formazione di brufoli e punti neri se usati su una pelle già grassa. I più comedogenici, cioè favorenti la formazione degli antiestetici comedoni o punti neri, sono il glicole propilenico, la vaselina, lo squalano, gli idrocarburi, gli oli idrogenati e alcuni corpi profumati. Sono invece da preferire le emulsioni O/A (olio in acqua) perché più leggere, formulate con ingredienti oil-free, cioè con lipidi a carattere idrofilo, alcoli grassi e monogliceridi ed esteri fluidi.

La scelta
Per consigliare correttamente il cliente nella scelta della crema antietà è importante conoscere le reali esigenze della pelle in base all’età e individuare quali fattori interni (endogeni) ed esterni (esogeni) all’organismo possono accelerarne l’invecchiamento.

A 20 anni
Sicuramente la migliore strategia nella lotta al tempo è la prevenzione a partire dai 20 anni, quando la pelle inizia a mostrare i primi segni dell’invecchiamento. Infatti, abbandonati gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in cui la cute si presenta rosea, compatta, idratata ed elastica, tra i 20 e i 30 anni la pelle è sempre molto turgida. Il processo di deterioramento della cute è iniziato e compaiono alcune aree di disidratazione superficiale che preparano il “terreno” alla formazione delle prime rughe di espressione con una sensazione al tatto di minore elasticità. In questa fase si può scegliere tra prodotti cosmetici antirughe che abbiano principalmente una funzione idratante, in grado cioè di mantenere a livelli ottimali la presenza di acqua nei tessuti cutanei a volte carente anche a causa di un’alimentazione povera di frutta e verdura o la permanenza in ambienti con un basso tasso di umidità.

A 30 anni
A partire dai trentanni anni, oltre a una più evidente riduzione dell’idratazione dello strato corneo con un’alterazione del film idrolipidico si assiste anche a una minore capacità delle cellule di rinnovarsi e un rallentamento del turn-over cellulare. La pelle così appare più secca, opaca e meno elastica. È necessario utilizzare creme che migliorino le difese dell’epidermide rafforzando le naturali barriere cutanee per prevenire e contrastare i danni ossidativi di smog, inquinamento, agenti atmosferici ed eccessiva esposizione alle radiazioni solari senza dimenticare una delicata azione levigante (esfoliante sullo strato corneo) che restituisca luminosità.

A 40 anni
Intorno ai quarantanni, risultano evidenti i segni dell’invecchiamento. Nel derma si assiste a una minore capacità dei fibroblasti di produrre elastina e collagene e a una riduzione della percentuale di acido ialuronico. La pelle del viso appare meno turgida, decisamente più opaca e meno elastica. A questa età diventano visibili le rughe nella sottile e delicata zona del contorno occhi, sulla fronte, sopra il labbro superiore evidenziate anche da atteggiamenti mimici protratti come sorridere, aggrottare la fronte e strizzare gli occhi. È indispensabile scegliere creme che agiscano su più fronti per restituire idratazione e stimolare l’attività del derma offrendo inoltre un effetto lifting cioè in grado di distendere le rughe grazie a un effetto ottico di riempimento simile ai “filler” e sostanze che favoriscano la decontrazione dei muscoli facciali con azione simile a quella tossina botulinica.

Dai 50 ai 60 anni
In questa fase, appaiono evidenti i danni provocati dall’ulteriore rallentamento dell’attività del derma influenzato dalla fisiologica modificazione ormonale che caratterizza il delicato periodo della menopausa. A questa età è importante ostacolare il costante rallentamento del metabolismo cellulare e la degradazione di elastina e collagene sfruttando l’azione di cosmetici che contengano un “pool” di sostanze in grado di compensare le improvvise carenze della pelle migliorando tono e compattezza attraverso un’azione ridensificante e ridurre la secchezza con un’azione nutriente e riparatrice. L’aggiunta di principi attivi ad azione schiarente, levigante e filtri UV è indispensabile per ostacolare la comparsa o ridurre la presenza di macchie melaniche (iperpigmentazioni).

Dopo i 60 anni
Giunti a quest’età, si assiste a una disgregazione della trama elesticoconnettivale della pelle: i tessuti sono meno vascolarizzati a livello superficiale con un minor apporto di ossigeno, elemento indispensabile alle cellule dello strato germinativo del derma per i processi metabolici. La pelle assottigliata si presenta anaelastica e fortemente disidratata, preda di una fitta ragnatela rugosa evidente soprattutto sulle guance e sulla fronte con un peggioramento delle rughe nasogeniene dovuto all’ipotonia dei muscoli sottostanti. La strategia migliore consiste nel rallentare l’evoluzione dell’invecchiamento con una crema antietà che idrati e nutra intensamente l’epidermide per fortificarla e proteggerla dalle aggressioni esterne e dall’esposizione alla luce solare.

CLASSIFICAZIONE DELLE RUGHE DEL VISO
Le rughe di espressione o muscolo-mimiche sono quei solchi che si formano sulla cute del volto a causa della trazione ripetitiva esercitata dai muscoli mimici. Sono più evidenti nei soggetti che fanno largo uso della mimica facciale; sono più marcate in alcune sedi o dal lato più usato per l’espressione. Già all’età di 30 anni sono ben visibili e diventano progressivamente più profonde e, infine, permanenti. Le rughe gravitazionali o pieghe da lassità cutaneo-muscolare compaiono quando le fibre elastiche e i fasci di collagene alterati del derma non sono più in grado di controbilanciare la forza di gravità. Diventano sempre più evidenti con la progressiva ipotrofia delle strutture di sostegno (cronoinvecchiamento). Le rughe attiniche sono dovute al danno cumulativo esercitato dalla radiazione solare sulle fibre elastiche (elastosi solare) e collagene. Sono presenti nelle regioni fotoesposte. Sebbene nell’adulto siano poco evidenti, compaiono però precocemente nei soggetti con fototipo 1 e 2 espostisi ripetutamente e per periodi prolungati alle radiazioni UV naturali o artificiali. Corrispondono a una più o meno marcata accentuazione della tramatura cutanea che determina un quadro di sottili rughe diffuse, con cute con aspetto “corrugato”, “a pergamena”, o, in stadio avanzato, “ a tessuto sgualcito” a causa dell’estrema perdita di elasticità della pelle. Le pieghe da sonno sono unilaterali poiché determinate dalla postura notturna prevalente. Inizialmente sono reversibili e scompaiono variando la postura; in seguito tendono progressivamente a divenire permanenti.

 

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