E’ una delle più importanti – e noiose – problematiche che si porta dietro una malattia sempre più diffusa nella popolazione mondiale.

Cerchiamo di saperne di più con l’intervento dell’esperta: la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa. E’ un dato di fatto: in condizioni fisiologiche la nostra cute – oltre a regolare molteplici processi biologici dell’organismo – provvede anche all’eliminazione delle sostanze tossiche presenti nel corpo umano. In questo modo la pelle ha un’evidente azione protettiva verso gli agenti fisici, chimici, meccanici e biologici che interagiscono nel nostro benessere. Spiega la dottoressa Magda Belmontesi: “ E’ molto importante nel nostro organismo il ruolo svolto da quello che chiamiamo il “film idrolipidico di superficie” che è costituito, appunto, da una base grassa nella quale si disperde una fase acquosa. Il tutto costituisce una finissima emulsione con una reazione acida con ph che oscilla fra il 4,2 e il 5,6.”

Tale strato cutaneo svolge appunto una funzione antimicrobica e un’azione – importantissima – di controllo dell’assorbimento della cute. “Inoltre – spiega Belmontesi – garantisce l’ottimale idratazione. Questo complesso equilibrio è spesso alterato in molti pazienti diabetici ammalati da molto tempo. In questi soggetti sono frequenti le alterazioni del normale trofismo cutaneo per l’azione di turbe metaboliche che traggono origine proprio dalla malattia e dalle sue complicazioni neuro-vascolari.”

STUDI IMPORTANTI

Nei diabetici, quindi, la funzione protettiva della pelle è spesso alterata e deficitaria. In questi soggetti gli squilibri metabolici del diabete possono dar luogo a manifestazioni cutanee di vario tipo. “Dai processi a carattere ulcero necrotico – aggiunge Magda Belmontesi – a quelli degenerativi di tipo infiammatorio.” I disordini dermatologici appaiono di norma dopo che il diabete si è manifestato, ma possono anche manifestarsi alla comparsa della malattia o, addirittura, precederla di qualche tempo. E, spesso, il tutto avviene proprio a carico delle estremità del nostro corpo, come le gambe e i piedi. Continua la dermatologa: “Le infezioni sono un problema comune fra i diabetici e, le infezioni del piede, rimangono una causa importante di disagio che, molte volte, si tramuta in una vera e propria tragedia.” Molti sono i casi, infatti, di imputazione del “piede diabetico” a causa di ulcere iniziali trascurate e sottostimate da medico e paziente. Negli Stati Uniti si è recentemente scoperto che dei 14 milioni di pazienti diabetici la maggioranza è destinata a soffrire di alterazioni patologiche degli arti inferiori. Inoltre, di tutte le complicazioni portate dalla patologia diabetica, quella che interessa il piede è la più comune. Ancora un dato: sempre negli States il 50% delle amputazioni “non traumatiche” che interessano il piede sono dovute al diabete! Che fare allora? ”Intervenire per tempo – ammonisce la dermatologa – aiutando la pelle a non perdere il suo naturale trofismo e la sua basilare funzione protettiva. E attuare un serio programma preventivo per contribuire all’idratazione e al benessere cutaneo..cominciando dai piedi!”

UNA LINEA SPECIFICA da RPF (Ricerca Prodotti Farmaceutici)

Una proposta specifica per attuare un serio programma di cura e prevenzione per la pelle diabetica. Per quel che riguarda la detersione e l’igiene quotidiana, Eupoderma Liquido svolge un’efficace azione detergente con un ph fisiologico complementare al trattamento delle alterazioni cutanee del piede diabetico. Eupoderma Olio da massaggio contrasta invece la perdita di elasticità e la fragilità della cute propria del piede diabetico. Infine Eupoderma Crema è un’emulsione unica nel suo genere per potenziare il processo di naturale rigenerazione della pelle e per consentire la necessaria protezione del trofismo neuroepidermico del piede diabetico.

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