La celiachia è l’intolleranza alimentare più frequente nel mondo.  In Italia la prevalenza  è dell’1% che corrisponderebbe a circa 600mila  persone celiache: in realtà, secondo il ministero  della Salute, risultano  poco più di 122mila  casi diagnosticati

La celiachia è un’intolleranza permanente del sistema immunitario al glutine. È un’enteropatia provocata dall’ingestione  del glutine in soggetti geneticamente  predisposti:  in queste persone, l’assunzione di alimenti contenenti glutine provoca un’infiammazione cronica dell’intestino che ha come conseguenza la regressione e successiva atrofia dei villi intestinali che, in un individuo sano, hanno la funzione di assorbire le sostanze nutritive essenziali  introdotte con l’alimentazione. Nell’individuo celiaco la superficie di assorbimento delle sostanze nutritive si riduce fino a scomparire completamente, provocando scompensi e malnu- trizione. I  sintomi della celiachia  sono numerosi: i  più frequenti sono diarrea, calo di peso, dolore addominale, gonfiore, vomito e arresto della cresci- ta nei soggetti giovani. Tuttavia, la malattia celiaca può anche essere asintomatica e questa particolari- tà, assieme all’estrema variabilità dei sintomi, rende spesso la diagnosi  difficile: sono quindi frequenti i casi di diagnosi tardive o addirittura  sbagliate.  Il periodo medio che intercorre tra la presa di consa- pevolezza di disturbi e sintomi da parte del paziente fino ad arrivare alla diagnosi di celiachia supera i sei anni: si stima che per ogni celiaco diagnosticato ce ne siano almeno dieci non consapevoli di essere intolleranti. Queste persone, di conseguenza, non seguono la terapia dietetica, la loro qualità di vita è fortemente compromessa  e, soprattutto, sono a rischio di insorgenza delle complicanze causate della celiachia. Tra queste le più gravi sono l’osteoporosi, l’anemia e, nei casi estremi, il linfoma intestinale e l’adenocarcinoma dell’intestino tenue. Queste gravi patologie neoplastiche e autoimmuni, una volta che si sono manifestate, purtroppo non regrediscono anche se si instaura l’appropriato regime dietetico.

Il glutine

Il glutine è una frazione proteica presente in cereali quali grano, segale e orzo ma anche in cereali di consumo meno diffuso come avena, farro, kamut, spelta e triticale. Per quanto riguarda l’avena, secondo alcuni studi, se consumata pura, ossia non contaminata da glutine durante la lavorazione, non sarebbe dannosa per la maggior parte (99,4%) dei celiaci. (Can oats be taken in a gluten-free diet? A systematic review. Scand. J. Gastroenterol. Vol. 42). La principale proteina del glutine estratto dal grano è la gliadina, il glutine dell’orzo contiene l’ordeina, nel glutine estratto dalla segale invece è presente la secalina. Il valore nutrizionale del glutine è molto scarso; la funzione principale svolta da questa proteina è quella di dare elasticità alla farina nell’impasto per consentirne la panificazione o la trasformazione in pasta.

 

L'unica terapia:La Dieta

Attualmente l’unica terapia che garantisce al celiaco una buona condizione di salute è l’eliminazione dalla sua dieta di tutti quegli alimenti che contengono anche tracce minime di glutine. Una stretta osservanza della dieta priva di glutine è indispensabile per ottenere la remissione dei sintomi dovuti alla malattia e, soprat- tutto, per prevenire lo sviluppo delle sue complicanze. Con una dieta rigorosamente senza glutine l’intestino torna alla normalità e riprende ad assorbire le sostanze nutritive, si riacquista il peso perduto e, di conseguen- za, anche il benessere psicofisico.  Per quanto utile nella panificazione, nella produzione della pasta e negli impasti a base di farine, il glutine può essere rimosso dall’alimentazione senza alterare le qualità nutrizionali dei cibi. A questo fine sono disponibili sia cibi natural- mente privi di glutine sia prodotti realizzati apposita- mente. Ta gli alimenti naturalmente privi di glutine oltre a frutta, verdura, carne, pesce, latte e uova, ricordiamo: mais, riso, legumi (fagioli, lenticchie e piselli), castagne, patate, miglio, sesamo, soia, sorgo, tapioca, amaranto e grano saraceno.

 

Il registro nazionale

 

Il 2001 è stato un anno particolarmente importante per le persone affette da celiachia. È da allora, infatti, che il Servizio Sanitario ha iniziato ad erogare gratuitamente ai celiaci gli alimenti dietetici privi di glutine, stabilendo dei tetti massimi di spesa in base alla fascia di età e al sesso. Sempre nel 2001, il Ministero della Salute ha istituito il registro nazionale degli alimenti senza glutine erogabili gratuitamente, che viene aggiornato periodicamente e che è disponibile sul sito www.salute.gov.it. Nel

2009 una normativa europea recepita anche dall’Italia ha fissato la quantità massima di glutine ammessa negli alimenti adatti alle persone intolleranti. Secondo questa normativa un prodotto può essere definito:

Senza glutine se il contenuto  di glutine non supera 20mg/kg

Con contenuto di glutine molto basso se il contenuto di glutine non supera 100mg/kg.

Gli alimenti con contenuto molto basso non sono ammessi nel registro nazionale ai fini dell’erogabilità a carico del SSN.

L’impiego della dicitura “senza glutine” in etichetta è ammesso solo quando l’azienda produttrice è in grado di garantire sia l’assenza di ingredienti derivati da cereali contenenti glutine, sia l’assenza di potenziali fonti di contaminazione durante il processo produttivo.

La produzione e il confezionamento  di prodotti senza glutine devono essere realizzati in stabilimenti autorizzati dal Ministero: al momento sono autorizzate circa 200 aziende. Il registro degli alimenti attualmente in vigore elenca circa 3800 prodotti senza glutine: tutti sono idonei al celiaco e garantiti dal Ministero della Salute e tutti sono erogabili gratuitamente. Tuttavia alcuni prodotti non sono commercializzati, altri sono fuori produzione e una certa parte sono distribuiti solo attraverso la grande distribuzione. Nonostante questo, in farmacia il celiaco ha a disposizione una grande varietà di prodotti. Quelli maggiormente scelti sono la pasta, in tutti i suoi formati comprese le minestrine, e il pane in forma di panini, baguette, ciabattine, pane bianco e nero, pan carré. Tutte le principali aziende produttrici propongono anche crakers, fette biscottate, grissini, preparati per l’impanatura, focacce e piadine, farine, preparati per torte e per  pizze, farina integrale. Molto varia anche l’offerta di prodotti dolciari come biscotti, wafer, torte, panettoni e  pandoro, merendine, barrette e brioche. Infine è possibile scegliere anche corn-flakes, muesli e cous-cous senza glutine.

Il Ministero della Salute, secondo  quanto dichiarato nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia del 2010, ha in programma una revisione dei prodotti notificati e inclusi nel registro, “al fine di giungere ad una classificazione come dietetici solo dei succedanei di alimenti in cui la presenza di cereali contenenti glutine è caratterizzante e prevalente o addirittura esclusiva, eliminando così dal regime di erogabilità gratuita quei prodotti non essenziali a vantaggio di quelli essenziali”.

 

Farmaci,integratori e omeopatici

I celiaci possono  assumere tutti i farmaci presenti sul mercato. Sebbene l’amido di frumento possa essere utilizzato come eccipiente nella preparazione dei farmaci, la farmacopea europea, già dal 1999, ha stabilito che detto utilizzo debba avvenire in misura non superiore allo 0,3%: il quantitativo  massimo di glutine è quindi limitato da tale disposizione e risulta del tutto innocuo per il celiaco. Il Ministero  della Salute ha confermato che questi limiti consentono di considerare adatti ai soggetti affetti da celiachia anche i medicinali contenenti come eccipiente l’amido di frumento, salvo casi di ipersensibilità individuale che dovrà essere valutata caso per caso. La posizione del Ministero è stata avvalorata anche dall’AIFA che, nel 2006, ha emesso una circolare che indica: “deve ritenersi senz’altro abrogato l’articolo 5 della legge 4 luglio 2005 in tema di norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia, che prevede di indicare con chiarezza (sul foglietto illustrativo) se il prodotto può essere assunto senza rischio dai soggetti affetti da celiachia.”, dato che nessun farmaco può contenere glutine in quantità tale da rappresentare un rischio significativo per i celiaci. Un ulteriore elemento di valutazione sull’eventuale presenza di glutine nei farmaci viene da Federfarma che, nella sua banca dati, riporta le schede dei singoli farmaci dove, alla voce “glutine”, si possono ottenere tre diverse indicazioni:

Senza glutine: prodotto per cui l’azienda produttrice ha comunicato l’assenza di glutine

Potenzialmente senza glutine: l’azienda produttrice non è in grado di escludere la presenza di glutine

Contiene glutine: l’azienda produttrice ha comunicato la presenza di glutine

Se nella scheda del farmaco non è presente la voce “glutine” significa che l’azienda produttrice non ha fornito alcuna comunicazione in merito.

Per gli integratori, invece, non esiste una normativa precisa ed è lasciato alla sensibilità delle aziende produttrici indicare la presenza o l’assenza di glutine: per questo motivo gli integratori alimentari sono potenzialmente portatori di rischio per il celiaco e il loro utilizzo deve essere valutato caso per caso.

Per quanto riguarda i preparati omeopatici,  allo stato attuale in Italia non esiste una normativa di riferimento che ne disciplini i costituenti,  compresa l’eventuale presenza di glutine. L’Associazione Italiana Celiachia (AIC), con la collaborazione  di alcune aziende del settore, realizza una lista di preparati omeopatici garantiti come “senza glutine” dalle aziende produttrici. La lista, pubblicata sul sito di AIC, non assicura completezza ed esaustività, in quanto non tutte le aziende produttrici di preparati omeopatici hanno fornito le informazioni richieste, ed è basata sulle dichiarazioni volontarie delle singole aziende.

 

Cosmetici senza glutine?

Non solo alimenti gluten-free: recentemente è emerso un dibattito sulla necessità che anche cosmetici e prodotti per l’igiene personale siano privi di glutine. Questa discussione è nata in seguito al caso controverso di una donna che, negli Stati Uniti, ha avuto eruzioni cutanee e un peggioramento dei sintomi gastrointestinali tipici della celiachia dopo aver usato una crema definita naturale. L’Associazione Italiana Celiachia, che ha indagato a fondo, ha escluso che le persone che soffrono di celiachia o di dermatite erpetiforme, ovvero la forma cutanea della patologia, possano reagire al glutine contenuto  nei cosmetici, siano essi creme, rossetti, collutori o altro. Non ci sono rischi nel contatto del glutine con la pelle integra, afferma l’Associazione, perché i problemi possono  insorgere solo quando il glutine viene ingerito. In ogni caso, negli ultimi anni, le aziende dermocosmetiche stanno sviluppando linee di prodotti detergenti, cosmetici e creme il più possibile dermocompatibili ed ecocompatibili, quindi prive di parabeni, a basso contenuto di nichel (nichel tested), senza profumi (fragrance free), senza siliconi, petrolati, paraffine, contaminanti e, appunto, senza glutine. In alcuni casi, come per una sospetta dermatite allergica da contatto, il dermatologo può suggerire l’uso di una di queste linee speciali ipoallergeniche.

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