Il termine cellulite, o meglio "lipodistrofia sottocutanea" o "dermo-ipodermosi", oppure il più completo "pannicolopatia edemato-fibrosclerotica" (PEFS) definiscono un'alterazione degenerativa del tessuto dermico e ipodermico. Non confondiamola con l'adipe. In primo luogo occorre distinguere tra cellulite e adiposità localizzata. Quest'ultima non è altro che un aumento in numero e in volume degli adipociti, ovvero le cellule adipose localizzate nello strato più profondo della pelle, l'ipoderma. Nel caso di un'adiposità localizzata, non c'è alcuna disfunzione dermica o ipodermica, ma semplicemente un aumento degli adipociti. La cellulite, invece è una vera e propria disfunzione che non colpisce solo l'ipoderma, ma anche il derma sovrastante che va incontro ad alterazioni percepibili al tatto. Di conseguenza, anche l'epidermide subisce trasformazioni visibili già a occhio nudo.Tra le cause dell'addensamento fibroso a livello del derma hanno un ruolo molto importante le modificazioni del quadro ormonale femminile. L'eccesso di estrogeni ha sicuramente un ruolo scatenante. Nonostante la relazione causa-effetto sia ormai certa, non è ancora chiaro come questa attività ormonale produca la trasformazione cellulitica delle fibre dermiche.

A pari merito con gli ormoni troviamo poi i disturbi circolatori,  responsabili, in particolare, dell'edema dermico. La permeabilità dei vasi sanguigni (arteriole, capillari e venule) e linfatici che irrorano la zona, aumenta progressivamente, per cui una parte del liquido che fuoriesce da essi non vi rientra. e ristagna tra le cellule. È per questo che la cellulite si accompagna spesso a gonfiore.
Non è un caso, perciò, che nei preparati anticellulite, non manchino princìpi attivi antiedemigeni, quali saponine, terpeni ed escina. Tutte queste sostanze hanno un'attività capillare-protettrice, cioè ripristinano la normale struttura delle pareti vasali. E quando l’edema si riassorbe, la situazione migliora. Ma la cattiva circolazione è responsabile anche di una condizione assai frequente nella cellulite, e cioè l'ipotermia “a mosaico” così definita perché la temperatura nella zona interessata varia da un punto all'altro, a pelle di leopardo. La temperatura è più bassa dove c'è una situazione di ristagno. L'aspetto circolatorio ha un'importanza particolare perché dove c'è  ristagno compaiono sia l'edema sia l'ipotermia.
La pelle cellulitica ha un colore cianotico e grigio-giallastro, in quanto la ridotta circolazione capillare le impedisce di assumere il suo fisiologico colorito roseo.

Trattamenti cosmetici?
La moderna estetica professionale punta su due azioni specifiche: antiedemigena e lipolitica.

Derivati vegetali antiedema
L'escina o l'ederina sono principi attivi presenti rispettivamente nei semi di ippocastano (Aesculus hippocastanum) e nelle foglie di edera (Hedera helix). Tali sostanze svolgono una marcata attività antiedema e hanno un positivo effetto sulla fragilità e pemeabilità capillare per cui danno risultati soddisfacenti nel trattamento di cellulite edematosa, dove è evidente il ristagno interstiziale dovuto all'aumento della permeabilità dei piccoli vasi. La loro azione si svolge su tre fronti:

-aumento della resistenza vasale e miglioramento della circolazione;

- aumento della rimozione ed eliminazionedei liquidi ristagnanti nei tessuti;

-effetto antinfiammatono e anticongestizio.


Ottimi risultati si sono ottenuti anche con altre sostanze di origine vegetale ad azione simile a quella delle piante sopraccitate, quali il rusco (Ruscus aculeatus), la centella (Centella asiatica), l'uva (Vitis vinifera), e la betulla (Betulla alba). La centella in particolare si è dimostrata eccezionale poichè è in grado di stimolare una particolare proteina adesiva, chiamata fibronectina. che funge da "tacca" sulle pareti dei vasi.

Derivati vegetali lipolitici
La caffeina e derivati vegetali che la contengono: noce di cola, semi e foglie di caffé, foglie di tè (Cola acuminata, Coffea arabica, Camelia sinensis). Questi estratti provocano un aumento della lipolisi, con positivi effetti sulla riduzione adipocitaria a livello periferico. La caffeina dimostra di possedere un ottimo coefficiente di penetrazione trans epidermico in virtù della sua struttura molecolare. Possono venire impiegati anche estratti di alcune alghe come la quercia marina (Fucus vesiculosus) contenenti iodio organico in piccole quantità, oppure gli alginati.
La forma cosmetica più idonea è la crema, in grado di veicolare principi attivi sia idro che liposolubili ed è anche facilmente massaggiabile.
Una delle più interessanti novità e l’inserimento di componenti con effetto promotore all’interno delle formulazioni cosmetiche, che devono agire più in profondità; sostanze capaci di agire da acceleratori del passaggio attraverso la pelle di alcuni ingredienti funzionali. Questi attivatori di recente introduzione nel settore cosmetico hanno la caratteristica di facilitare la penetrazione di alcune sostanze funzionali quali l’escina e la caffeina. Tra i più efficaci troviamo il limonene, derivato naturale ricavato dalle bucce degli agrumi (Citrus arantium, Citrus Limonum, Citrus grandis).

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